Formazione continua in Svizzera: entro il 2011 una prima bozza di legge sulla formazione continua.

Zurigo, ottobre 2010 – Nell’articolo ultimo scorso, si accennava a quanto peso e quale competitività ha un Paese che investe nella formazione permanente (Lifelong Learning) perché la sua economia può contare su una solida base di saperi che da più consapevolezza allo stesso sistema economico-sociale. In generale, quando parliamo di formazione continua, essa comprende la totalità dei processi di apprendimento, in cui gli adulti ampliano le proprie conoscenze, migliorano le proprie competenze specialistiche e professionali e prendono maggior coscienza del valore aggiunto del proprio “saper fare” e “saper essere” che è frutto di consolidate competenze acquisite, spesso, in contesti formativi non-formali. Tutto ciò per soddisfare in primis le proprie necessità ma certamente anche quelle del contesto socio-economico in cui si trovano.

La formazione continua è un apprendimento mirato. Spesso è la prosecuzione o la ripresa dell’apprendimento in contesti organizzati (scuole specialistiche, sistemi universitari) con l’obiettivo di aggiornare/approfondire le conoscenze e/o le abilità acquisite e di apprenderne di nuove. Quel che si riscontra in genere è il grande interesse che, organizzazioni del mondo del lavoro (OmL), istituzioni pubbliche e private, hanno verso il tema dell’apprendimento continuo. Questo perché è diffusa la considerazione di quanto la formazione continua operi per la risoluzione di questioni riguardanti l’intera società in cui viviamo che vanno dall’integrazione, alla migrazione e al fenomeno sempre più emergente dell’”illetteratismo” (la così detta analfabetizzazione di ritorno) e, di riflesso, alla conservazione della competitività sul mercato del lavoro. Ancora oggi, la formazione continua, rientra nella sfera della responsabilità individuale.

L’azione della Confederazione e dei Cantoni è a livello sussidiario in quei settori dove non ci sono misure di sostegno alternativo. In questa sfera rientra, da un punto di vista educativo, anche il sostegno a persone svantaggiate. Come già accennato, con il referendum del 21 maggio 2006 il popolo svizzero si era espresso a favore della modifica delle disposizioni costituzionali sulla formazione. Su tale base – interpretando l’articolo 64a della Costituzione federale – sono stati stabiliti i principi in materia di perfezionamento determinando settori e criteri. Ciò significa che ci sono i presupposti legali/costituzionali per arrivare, in Svizzera, alla prima legge federale sulla formazione continua. Già alla fine del 2006, l’Ufficio Federale della Formazione Professionale e della Tecnologia (UFFT) ha avuto l’incarico di elaborare una prima regolamentazione destinata al Consiglio Federale.

Da parte del Consiglio Federale, anche a seguito di ciò, vi è stato  l’approvazione di un rapporto sulla formazione continua e l’attivazione poi di una commissione di esperti per elaborare una prima bozza di progetto da presentare in consultazione entro il 2011. Nel frattempo la Commissione per la “legge sulla formazione professionale” ha iniziato il proprio lavoro nel maggio scorso ed ha già pianificato un “Forum della Formazione continua” per raccogliere tutti gli elementi utili per il progetto da sottoporre in consultazione entro la fine della legislatura nel 2011. Questo Forum svizzero è stato istituito anche per migliorare il coordinamento e la trasparenza nella politica sulla formazione continua, anche perché, ancora oggi, il panorama della formazione continua è caratterizzato da un’ampia varietà per quel che concerne competenze, normative e regolamentazione del finanziamento tra Confederazione e Cantoni.

La formazione professionale continua generale, ancora oggi, è disciplinata a livello legale e organizzativo in modo diverso tra i Cantoni e pochi dispongono di una legge specifica, ma si rifanno alle ordinanze applicative della legge sulla formazione professionale (LFPr). Per questo motivo, a livello intercantonale, la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE /EDK) già nel 2003 hanno emanato delle raccomandazioni ai vari Cantoni affinché si impegnino nello sviluppo della formazione continua (secondo il principio della concordanza). In questa fase si è insediata la Commissione sulla formazione continua, proprio per dare risposta e regolamentare quanto svolgono oggi i vari Cantoni.

Qual è e quale potrebbe essere il valore di un diritto alla formazione continua? Anche su ciò si interroga la Commissione per coinvolgere e persuadere il cittadino sulla necessità a partecipare all’apprendimento permanente come ricchezza personale ma anche come contributo e valore aggiunto al sistema socio-economico in cui viviamo.

Paolo Vendola – Direttore ENAIP Svizzera

Enaip: formazione per le pari opportunità tutta al femminile.

Corsi di formazione ENAIP per le donne con finanziamento pubblico (UFU/EBG).

Zurigo, febbraio 2010 – Alla tradizionale offerta che l’ENAIP da anni mette a disposizione nel campo della formazione professionale si affiancano i corsi per italiani residenti all’estero, tutti completamente gratuiti. Dopo la partenza dei corsi FFA1 (corso di formazione per formatori di adulti) e quello per Custode d’immobile, le prossime aperture riguardano i progetti di formazione “Informediale” e “Retravallier”. Se il primo – realizzato in collaborazione con l’Università IULM di Milano – è pensato per offrire percorsi formativi a chi voglia lanciarsi nel settore della comunicazione e nell’apprendimento di tecniche redazionali, di scrittura giornalistica e dei linguaggi della pubblicazione, garantendo anche lo svolgimento di uno stage presso le redazioni della stampa locale, per il secondo si prevede un pubblico tutto femminile grazie al finanziamento pubblico dell’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo (UFU/EBG) oltre a quello del Ministero del Lavoro italiano che prevede la gratuità per le donne di cittadinanza italiana.

Duecentocinquanta ore di formazione professionale gratuita, proposte in edizione doppia a Lenzburg e a Zurigo, e progettate per sostenere e facilitare il reinserimento nel mercato del lavoro delle donne italiane residenti in Svizzera. Questa, in estrema sintesi, la descrizione del corso ENAIP Retravailler – Rientro alla professione attiva delle donne. Il pacchetto formativo si rivolge infatti a donne inoccupate e/o disoccupate, con qualifiche settoriali “datate”, obsolete, insomma da aggiornare. Obiettivo: accompagnare il cosiddetto “sesso debole” nel percorso di reinserimento professionale, a seguito di un periodo di lunga assenza dal mondo del lavoro oppure in cerca di un primo impiego, attraverso itinerari modulari di aggiornamento e orientamento professionale. In una sola espressione, ridare consapevolezza, qualità e forza teorico-pratica all’azione delle donne italiane in cerca di occupazione. Tra le finalità specifiche del corso – che si inserisce nell’ampio ventaglio di interventi di formazione professionale a marchio ENAIP e finanziati dal Ministero italiano del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali – il recupero delle competenze professionali e il loro adeguamento alle rinnovate esigenze del mercato del lavoro. L’offerta formativa si articola in diversi moduli, ognuno con obiettivi specifici: da un’introduzione generale all’orientamento professionale che ha tra i suoi obiettivi anche quello di disegnare possibili profili autoimprenditoriali, al percorso di aggiornamento delle competenze informatiche (ECDL di livello Start). Dal modulo per lo sviluppo di competenze dattilografiche e di elaborazione testi, a quello sulle modalità di scrittura commerciale, senza dimenticare il percorso sulla contabilità teorica e pratica e quello d’introduzione all’inglese commerciale. Il tutto condito da verifiche finali per valutare il percorso seguito e i risultati ottenuti nell’apprendimento. Insomma, un progetto completo che mira a creare figure professionali applicabili trasversalmente a più settori economici e che, oltre a rinnovare le proprie competenze e qualifiche professionali, fornisce anche attestati di frequenza e certificati riconosciuti (Certificato ECDL Start). In un mondo del lavoro in cui essere competitivi è quasi un imperativo categorico, e in cui l’essere donna non sempre rappresentare – come dovrebbe – una risorsa, cogliere l’occasione e usufruire di itinerari formativi orientati al reinserimento lavorativo non può essere altro che un valore aggiunto, oltre che una risposta attiva e re-attiva alle difficoltà lavorative che il gentil sesso, ahinoi, talvolta è costretto ad affrontare. Una sfida, insomma, per donne che abbiano la voglia, il coraggio e la sfrontatezza di mettersi in discussione e di darsi, ancora una volta, un’altra possibilità. La domanda allora non è più “perché iscriversi?”. È, semmai, “perché no?”. Se dunque, com’è facile ipotizzare, non troverete buone ragioni per rinunciare alla frequenza di questi corsi, il prossimo passo da fare è rivolgersi alla segreteria ENAIP di Zurigo al numero 043 322 10 80, oppure e-mail all’indirizzo info-at-enaip.ch, per chiedere tutte le informazioni necessarie e sciogliere ogni dubbio.

Paolo Vendola – Direttore ENAIP Svizzera

All’ENAIP Svizzera per il servizio civile volontario.

“Cittadini in un’Europa solidale”

Zurigo, aprile 2005 – Il 1° aprile sono giunte a Zurigo, presso la sede ENAIP, le due volontarie del servizio civile per un progetto che, esteso nell’arco di un anno, permette a queste giovani la realizzazione di un’esperienza di grande spessore umano, culturale, civile e di crescita professionale. Questo tipo di progetto, promosso dalle ACLI Nazionali italiane, si inserisce nell’ambito della Rete europea delle ACLI, quindi anche dei suoi servizi come l’ENAIP, e si sviluppa nel contesto delle strategie dell’Unione Europea sul fronte dell’integrazione sociale e dei diritti di cittadinanza.


Una specifica fondamentale del progetto è quella di dare a questi giovani volontari provenienti dall’Italia, l’opportunità di una migliore integrazione nel contesto europeo, con ricadute sul territorio italiano di provenienza grazie ad un’esperienza acquisita “sul campo”. Inoltre vi sono i presupposti per creare una mentalità più europea dove si integra professionalità, mobilità sociale, anche passando da un perfezionamento sul piano delle competenze linguistico e culturale. Valentina Severoni e Concetta Di Baia sono originarie del centro-sud d’Italia, rispettivamente di Terni e Caserta. Hanno entrambi 23 anni. 
Valentina si è laureata nel settembre 2004 in Comunicazione Internazionale all’Università per Stranieri di Perugia; durante gli anni di studio ha lavorato a tempo parziale nella sala Internet del suo Ateneo. Dopo la tesi ha lavorato in un’azienda di Terni come progettista di corsi di formazione; ha poi svolto uno stage presso la Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Affari Esteri occupandosi del monitoraggio delle pagine scientifiche dei siti web delle Ambasciate presso cui sono accreditati gli Addetti Scientifici ed ha elaborato proposte volte ad accrescere la rispondenza, in termini di contenuto e stile, delle pagine web degli Addetti Scientifici alle istruzioni e alle strategie del Ministero degli Affari Esteri. 
Concetta invece si è laureata nel dicembre 2004 in Scienze dell’Educazione all’Università di Cassino. Ha poi svolto attività di tirocinio presso un centro di formazione professionale con sede a Roma dove si è occupata di progettazione e gestione dei corsi che venivano organizzati. Entrambe hanno già avuto precedenti esperienze all’estero in quanto vincitrici di borse di studio Socrates-Erasmus. Valentina ha frequentato per tre mesi l’Ateneo di Kecskemét in Ungheria mentre Concetta ha trascorso il suo soggiorno di nove mesi presso l’Università di Granada in Spagna. 
Valentina è appassionata d’informatica e le piace il “fai da te”. Concetta ama la musica e la psicologia. Entrambi adorano viaggiare e conoscere nuove culture ed è per questo che hanno scelto il servizio civile all’estero, considerato come ottima possibilità per avvicinarsi al mondo del lavoro e continuare le loro attività di volontariato. 
La loro attività di volontariato si basa sulla realizzazione e collaborazioni ad attività formative, animazioni sociali, culturali e di promozione sul territorio, predisposizione di strumenti d’informazione e pubblicitari, redazione delle news dell’ENAIP da pubblicare on line e sulla rivista delle ACLI svizzere “Il Dialogo”. Hanno fatto una simile scelta in quanto credono fortemente che alla fine, tale percorso formativo le porterà, oltre che ad una crescita umana e professionale, a sviluppare reti di contatti utili ed opportunità di lavoro anche a conclusione del servizio.
Un benvenuto a Valentina e Concetta a nome della dirigenza dell’ENAIP Svizzera augurandovi una buona e proficua permanenza presso le nostre sedi.

Paolo Vendola – Direttore ENAIP Svizzera

Con CISCO Systems ENAIP è Local Network Academy

All’ENAIP percorsi innovativi di formazione professionale: l’accademia degli esperti in reti informatiche.

Zurigo, 16 novembre 2004 – Si è tenuto, presso la sala della Missione Cattolica Italiana di Zurigo, in una sala gremita di ex-corsisti e interessati, la presentazione ufficiale della CISCO Network Academy. Ad inizio novembre, ENAIP Svizzera ha firmato un protocollo d’intesa con la Regional CISCO Network Academy dell’ENAIP Piemonte che rende l’ENAIP Svizzera, di fatto, Accademia Locale per la formazione degli esperti di reti informatiche con l’erogazione di programmi ufficiali di una delle più grandi aziende di connettività del mondo. CISCO, infatti, costruisce gli apparati di collegamento ad Internet e alle reti di computer più utilizzate dalle aziende. A livello mondiale si parla del 70% delle apparecchiature telefoniche e per le reti informatiche. Il percorso formativo della CISCO Systems è offerto alle scuole e centri di formazione no-profit ed è nato con l’esigenza di formare esperti anche se non hanno frequentato un percorso formativo tipico delle scuole tecniche o istituti universitari.

In tal senso, si pensi a quella moltitudine di giovani in Svizzera che, a fine tirocinio d’apprendistato o del diploma di maturità, non sono riusciti a trovare una collocazione nel mercato del lavoro ed hanno bisogno di percorsi professionali alternativi. Infatti, è molto alta la richiesta di tecnici intermedi che facciano da interlocutori tra l’esigenza delle piccole-medie aziende (utenti finali) ed i professionisti ad alto livello – analisti e progettisti informatici dell’ITC – spesso molto costosi – quindi non assunti nei piccoli contesti aziendali.
Alla fine degli anni ’90 CISCO Systems ha risposto all’esigenza mondiale d’esperti di rete preparati, competenti ed aggiornati, lanciando un programma d’educazione all’eccellenza per questo tipo di profilo professionale, sfruttando in pieno tutte le peculiarità, oltre alle lezioni in classe e al tutoraggio, delle tecniche di e-learning: la formazione a distanza. Il punto di forza di cui si è dotato ENAIP, aderendo all’accademia delle reti grazie anche ad ENAIP Piemonte, consiste nel rispetto degli standard formativi attuali: la modularità, la flessibilità, l’aggiornamento continuo del materiale didattico ed il riconoscimento del certificato erogato dalle aziende del settore.
Infatti, i curricula erogati dalla CISCO Systems coprono tutti gli aspetti sensibili del Networking, forniscono competenze standardizzate, pongono il singolo utente al centro del processo d’apprendimento, modellano i rapporti tra aula, studio individuale e laboratorio, erogano esami parziali e finali senza interferenze locali. Tutto il programma, messo a disposizione dell’ENAIP e degli utenti iscritti alle Accademie, è erogato tramite Internet dalla sede centrale di San Francisco (California). Si pensi che ad oggi la CISCO Network Academy conta più di 500.000 studenti iscritti in oltre 150 Paesi (dall’Argentina allo Zimbawe). Come già accennato in precedenza, non esistono dei prerequisiti formali per l’iscrizione al percorso formativo anche se è necessario (spesso lo si da per scontato) che il corsista interessato sappia interagire con il PC ed abbia la consapevolezza che nell’Information Technology, è necessario un minimo di conoscenze della lingua inglese.
Per quanto concerne il programma, è costituito da 16 moduli da 70 ore, componibili secondo il livello di competenza professionale che il candidato intende conseguire. L’ENAIP, nelle sue rispettive sedi di Zurigo, Lenzburg, Lucerna, San Gallo (laboratorio attrezzato per la e-learning) e presso l’OCST di Lugano, curerà anche l’aspetto introduttivo ed un minimo di prerequisiti, proprio per permettere a tutti di misurarsi, di individuare e colmare le lacune personali prima di iniziare un percorso, sicuramente gratificante, ma anche molto impegnativo. Per ulteriori informazioni e chiarimenti, rivolgersi alla segretaria ENAIP o consultando il portale dell’ENAIP Svizzera.

Paolo Vendola – Direttore ENAIP Svizzera

Un successo formativo all’ENAIP di Zurigo: il corso per neo-imprenditori.

I nuovi percorsi formativi dell’ENAIP e sperimentazioni didattiche.

Zurigo, luglio 2004 – Dopo mesi di progettazione e di rifinitura si è svolto un primo corso per neo-imprenditori con una metodica nuova, moderna e modulare cui s’ispira l’ENAIP tenendo conto e dell’esperienza del settore e delle moderne metodiche didattiche con l’ausilio anche della Formazione a Distanza. Queste le sfide future dell’ENAIP in un settore, la formazione, in continua evoluzione ed aggiornamento. Abbiamo chiesto alla nostra progettista Simona Cambri, laureata in economia e commercio, e che ha seguito l’evolversi del corso, di dare le sue personali impressioni sullo stato attuale, anche per focalizzare in itinere tutti quegli accorgimenti atti a migliorare il corso medesimo. 

Dal 13 aprile sino al 12 giugno si è svolto con successo il primo modulo (gestione aziendale) del corso per neoimprenditori presso la sede ENAIP di Zurigo, che proseguirà durante tutto l´anno con i moduli successivi del Marketing, Ragioneria, Tecniche d’ufficio, Sistema fiscale e Import-Export. Gli organizzatori di questo percorso formativo, tra cui la CCIS (Camera di Commercio Italiana in Svizzera), hanno voluto dare una struttura particolare a questo modulo. Questa prima parte é stata suddivisa, infatti, in 4 momenti principali, ognuno dei quali ha visto „esibirsi“ ben 5 docenti, esperti di settore, imprenditori e con esperienza d’insegnamento alle spalle. Roberto Colombi giurista, laureato alla facoltà di legge di Zurigo (ha collaborato con il dipartimento di diritto societario della suddetta Università) ha condotto la parte delle forme giuridiche, spiegando come si dovrebbero svolgere i primi passi per creare una nuova azienda dal punto di vista normativo-commerciale.

Alessandra di Marino ed Enzo Nocilla, consulenti aziendali, forti della loro esperienza quotidiana a contatto con la realtà imprenditoriale, hanno impartito lezioni sulla valutazione del rischio d’impresa e sulle assicurazioni private necessarie all’azienda per ridurre i rischi economici e su quelle obbligatorie previste dal sistema previdenziale svizzero. Robert Sedlic, imprenditore, esperto nelle telecomunicazioni ed attuale dirigente capo dell’azienda ITC, messa in piedi dopo anni d’esperienza in grandi compagnie nel settore informatico, ha introdotto uno degli argomenti focali e forse più complessi per il neoimprendirore: la stesura del Business Plan (Piano Finanziario) con le sue fasi e cioè l´idea e la compagine sociale, il mercato e le strategie commerciali, gli aspetti tecnico-organizzativi ed economico-finanziari.

Interessanti sono state le lezioni d’autovalutazione, utili per scoprire le proprie attitudini e sviluppare certi aspetti del „carattere“ imprenditoriale. Lorena Pantoni esperta di finanziamenti, ex-funzionario dell’ufficio crediti di un istituto bancario, ha concluso il ciclo con le tre lezioni dedicate alla spiegazione delle modalità e tipologie dei mezzi finanziari necessari per poter avviare concretamente l’attività imprenditoriale. Con passione ed entusiasmo i docenti hanno messo a disposizione non solo la loro professionalità ma anche la flessibilità ed abilità nel rispondere alle svariate ed interessanti domande dei corsisti; si è creato così non solo un gruppo di studio attento e motivato, ma anche un ambiente amichevole e confidenziale, stimolante sia per gli insegnanti sia per i corsisti.

L’incontro, il confronto, lo scambio d’idee e l’aiuto reciproco sono tutti elementi non secondari di questo corso, che ha visto la partecipazione di un pubblico intelligente e con capacità critica. Simona, Emanuela, Giorgio, Giovanni, Alessandro, Salvatore, Adriano e gli altri hanno deciso di seguire tutti i moduli della formazione, per poter un giorno mettere a disposizione le loro capacità ed esperienze professionali sul mercato non più come dipendenti, bensì „autori“ e direttori del proprio lavoro.

Non dipendere da qualcuno, essere più efficienti, realizzare professionalmente la propria idea e personalità sono gli input che hanno mosso queste persone provenienti da settori differenti (turismo, consulenza e formazione tecnico-meccanica, telecomunicazione e finanza, etc.) a seguire non solo il modulo ormai concluso della gestione aziendale (sarà ripetuto ad ottobre in forma abbreviata), ma anche gli altri che seguiranno. Da queste impressioni raccolte “a caldo” nel corso, si riscopre come i corsisti condividono questo approccio dell’ENAIP, nella sua forma attuale di strategie formative, che punta sempre più verso lo scambio di momenti formativi con momenti di confronto di chi è abituato a muoversi nel mercato del lavoro.

Qeusta metotologia permette di creare “i casi esemplari” che possono diventare oggetto di studio per corsi successivi. La creazione di un “Closed user group” (comunità internet specifica), cioè creare con i moderni strumenti di internet un settore dedicato ai nostri corsisti è il momento culminante del corso stesso. Difatti nella politica formativa dell’ENAIP vi è la volontà di mantenere rapporti constanti con i corsisti – anche a corso concluso – ed accompagnarli nella loro creazione d’impresa con documentazione e consigli pratici, da parte di nostri esperti, sempre on-line. Questo metodo permette di monitorare l’evoluzione ed il reale utilizzo delle risorse umane e didattiche per intervenire e correggere in maniera puntuale tutti gli aspetti atti a migliorare qualsiasi tipo di corso organizzato dall’ENAIP. In questo si riflette la nostra opera quotidiana e costante di formatori sempre “attenti alla persona ed aperti al mercato”.

Paolo Vendola – Direzione ENAIP Svizzera

Pionieri su sentieri sconosciuti.

Convegno ENAIP a Zurigo sul tema della biculturalità.

Zurigo 8 maggio 2004 – Si è tenuto a Zurigo presso il Politecnico Federale il primo Convegno dell’ENAIP, in occasione anche dei 40 anni di attività formative che l’Ente svolge in Svizzera.
Il Console Ministro Bernardo Carloni ricorda, nel suo intervento d’apertura, che la Svizzera si è trovata in una situazione privilegiata della non partecipazione all’ultimo conflitto mondiale. Questo ha portato già dall’inizio del secolo scorso a ragionare d’integrazione nel territorio della Confederazione. Quindi il processo d’integrazione ha una lunga storia in Svizzera. Il Console elogia il lavoro svolto, in tanti anni, dagli Enti di formazione italiani in Svizzera che, soprattutto durante le forti ondate migratorie, ha permesso di qualificare e valorizzare quella moltitudine d’italiani in cerca di lavoro ed impiegati come manovalanza nelle fabbriche. Il riscatto sociale, quindi, è passato anche grazie al lavoro svolto dagli enti di formazione professionale. Non da ultimo, ricorda anche il valore aggiunto che si è dato all’emigrazione italiana, proprio con i Corsi di Lingua e Cultura Italiana che, in un contesto di biculturalità, permette di valorizzare e trasmettere quei valori propri della tradizione e cultura italiana.


Incisivo anche l’intervento della Direttrice del Dipartimento della Formazione dott.ssa Regine Aeppli che, attraverso dei lucidi, ha mostrato come vi è una forte dispersione scolastica nella fascia degli alunni stranieri. Diverse sono le ipotesi (tra l’altro evidenziate anche dal Prof. Müller dell’università di Berna): sicuramente il fattore linguistico è determinante, ma anche dove la lingua non desta problemi vi è la questione del gruppo maggioritario rispetto ad una minoranza culturale che può creare differenze.
Anche gli altri relatori hanno portato diverse teorie sulla dispersione scolastica e non da ultimo la sociologa Eva Mey ci fa notare che, nell’ambito dell’integrazione, siamo come “pionieri su sentieri sconosciuti”. Non esiste una ricetta per valorizzare o per capire i fenomeni di dispersione scolastica ma ogni esperienza può portare un contributo positivo per la scuola del domani.
In quest’ambito, anche l’ENAIP nella sua quarantennale esperienza nella formazione professionale è stata effettivamente anche pioniere d’esperienze formative ed ha contribuito, fino ad oggi, a creare quel giusto connubio tra la società italiana d’origine e quella svizzera dove si vive, valorizzando il senso dell’essere biculturali come valore aggiunto, in una società sempre più globale dove è necessario rimarcare e tener presente le proprie radici: anche in più contesti culturali. La ricchezza, oggi, sta nel vivere come fattore positivo l’integrazione nel paese che ci ospita perché comunque cittadini di una società già di per se multiculurale e plurilingue. Un particolare ringraziamento va a tutto lo staff del centro ENAIP di Zurigo che ha realizzato il convegno coadiuvato dal responsabile di sede M. Julita. Entro l’autunno prossimo è prevista la pubblicazione degli atti del convegno.

Paolo Vendola – Direzione ENAIP Svizzera