{"id":107,"date":"2017-09-17T11:00:13","date_gmt":"2017-09-17T11:00:13","guid":{"rendered":"http:\/\/pvconsulting.ch\/?p=107"},"modified":"2017-09-17T11:00:13","modified_gmt":"2017-09-17T11:00:13","slug":"tristibet-2017-un-teambuilding-per-uno-stile-di-conduzione-e-per-conduzioni-di-stile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pvconsulting.ch\/?p=107","title":{"rendered":"TRISTibet 2017 &#8211; Un teambuilding per uno stile di conduzione e per conduzioni di stile."},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\nEpisodio 1. Il sentiero e il senso dell\u2019accompagnamento e supporto.<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Camorino, agosto\/settembre 2017<\/strong> \u2013 Sono passate \u201csolo\u201d due  settimane da quella giornata sapientemente organizzata dai collaboratori  del Team TRIS di Labor Transfer che ha portato uno sparuto gruppo di  persone a ritrovarsi insieme nel nucleo di Curz\u00f9tt per poi procedere  all\u2019attraversata del ponte Tibetano Carasc.<br> \u00c8 partita un po\u2019 in sordina, gi\u00e0 prima dell\u2019estate, l\u2019idea di un momento  di incontro \u201cfuori sede\u201d dove ritrovarsi e stare insieme come team  (pensato come team building a tutti gli effetti), anche alla luce del  cambiamento e l\u2019inserimento di nuove risorse avvenute nell\u2019interno  stesso del team. A questo momento centrato sullo \u201c<em>stare insieme<\/em>\u201d \u00e8  seguito poi una riunione efficace, una sorta di incubatore di idee e  spunti di riflessione, anche in virt\u00f9 dei grandi cambiamenti previsti  per Labor e per chi opera nel nostro settore a partire gi\u00e0 dal 2019.<br>Molte sono le emozioni e le riflessioni che sono scaturite da questa  giornata e che danno un senso e il senso dello stare in un\u2019azienda, del  mestiere che svolgiamo al servizio delle persone. In prima battuta mi  sembrava pi\u00f9 semplice riportare una cronaca della giornata, ma  riguardando alcune foto e rivivendo il momento \u201c<em>vissuto<\/em>\u201d mi par pi\u00f9 sensato riportarlo sotto forma di episodi. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/pvconsulting.ch\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ponte_tibetano_monte_carasc-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-110\" width=\"306\" height=\"409\"\/><figcaption>Il ponte tibetano Carasc &#8211; Curz\u00f9tt <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> Per raggiungere il ponte tibetano partendo da Curz\u00f9tt le mappe e i  relativi cartelli dei sentieri riportano una camminata \u201cnormale\u201d di  circa 40 minuti. Dopo una breve colazione all\u2019Ostello, ci siamo  incamminati con brio e allegramente come gruppo e tutti insieme: chi con  bastoni da trekking, chi ha creato il proprio bastone ricavato da rami,  insomma pronti e via!<br> Ma, gi\u00e0 dopo il primo quarto d\u2019ora e in seguito, si \u00e8 visto prima il  gruppo allungarsi e poi la testa del gruppo sparire tra boschi, rampe e  salite e proseguire a ritmi diversi. Mi trovavo anch\u2019io in prima battuta  in cima, pian piano sempre pi\u00f9 in coda (e gi\u00e0 aspettavo gli ultimi\u2026!) e  poi, improvvisamente, a met\u00e0 percorso ho sentito venire sempre meno le  forze (diciamo che ero appena rientrato dalle vacanze e qualche  aperitivo e relax di troppo hanno giocato la loro parte!) e mi sono  ritrovato seduto su un tronco a riprendere fiato con mille pensieri per  la testa. \u00c8 stato qui che ho notato come un collaboratore (dalla verve  un po\u2019 da sindacalista per la precisione), era l\u00ec che aspettava, mi  muovevo e ripartiva anche lui fin quando abbiamo ritrovato il gruppo e  con mia grande meraviglia ho notato che anche altri collaboratori  cercavano supporto e sostegno dai colleghi. Allora qui mi \u00e8 venuto in  mente di come anche nella nostra quotidianit\u00e0 lavorativa \u00e8 importante  poter contare sull\u2019altro, sul collega: sia il chiedere supporto che  ricevere supporto all\u2019interno del team anche nel ruolo di team leader.  Si pu\u00f2 anche procedere a ritmi e modalit\u00e0 diverse ma lo sguardo verso  l\u2019altro, l\u2019attenzione e il supporto diventano fondamentali per poter  percorrere un sentiero nella stessa direzione. E poi, raggiunta quella  meta comune, si pu\u00f2 anche sorridere e rilassarsi sapendo di aver  condiviso una \u201c<em>fatica comune<\/em>\u201d per raggiungere lo stesso obiettivo.<br><br>Arrivati a questo punto, ecco il dilemma per alcuni, di attraversarlo  quel ponte (con una lunghezza di 270 metri, un\u2019altezza di 130 metri  sopra il letto del fiume dal fondo valle e con una pendenza di oltre il  20% sulle entrate), ognuno misurato con le proprie paure ancestrali:  vuoi per l\u2019altezza, vuoi per il timore del vuoto o dell\u2019instabilit\u00e0  sotto i piedi.<br> Ed ecco anche qui osservo come ognuno ha poi adottato le proprie <strong>strategie per mettersi in gioco<\/strong>  e per superare l\u2019ostacolo. C\u2019\u00e8 chi ha chiuso gli occhi, chi fissava la  maglia a righe della collega che la precedeva, chi addirittura  \u201csaltellando\u201d per testare la robustezza del ponte. Ma tutti hanno  attraversato quel ponte, un <strong>ponte che unisce e crea vicinanza e senso comune e di appartenenza<\/strong>  proprio perch\u00e9 si \u00e8 insieme. Si realizza a questo punto che \u00e8 possibile  \u201csentirsi\u201d parte di un team se capaci di accogliere l\u2019idea e il punto  di vista dell\u2019altro, superando la fase tipica della creazione di un team  che \u00e8 quella della conoscenza reciproca e di non sentirsi parte di un  team (dove \u00e8 ancora forte l\u2019aspetto individualistico). <\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\nEpisodio 2. La camminata della fiducia.<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed ecco che un po\u2019 per gioco un po\u2019 per sfida propongo a chi se la sente  di attraversare il ponte tibetano bendati, ma con il supporto di un  collega che, in una prima fase, accompagna il collega e in una seconda  fase lo lascia andare dando a voce le istruzioni sui passi da seguire.  In questa fase si sono rese volontarie Nicoletta e Lucia accompagnati da Walter e Manuela. \u00c8 interessante ed eloquente lo sguardo (Mah, chiss\u00e0 se  ce la fa?) di chi accompagna ed il sorriso di chi invece si \u201c<em>lascia guidare<\/em> \u201d. Questo  esercizio ha avuto come obiettivo quello di migliorare il supporto e la fiducia reciproca, migliorare la  consapevolezza del rischio nel superare gli ostacoli. Emblematico anche  quando mi sono sentito dire: \u201cDai, porto io il tuo zaino, visto che  condividiamo il peso della pianificazione\u201d. Quella fiducia nell\u2019altro  sia esso collega o diretto superiore che porta ad operare in un team pi\u00f9  armonioso sapendo che \u201cposso contare\u201d sul collega\/collaboratore che  \u201cposso fidarmi\u201d anche nell\u2019esternare opinioni e\/o punti di vista diversi  o tematiche \u201cscomode\u201d, senza vivere il primeggiare \u201ctra pari\u201d in un  gruppo, ma in un\u2019ottica di confronto con spirito costruttivo. Oppure,  dal punto di vista del team leader, di saper delegare (lasciare andare  quello zaino di compiti, mansioni) e fidarsi dell\u2019operato dei suoi  collaboratori. Entrare nell\u2019idea che vi sono \u201ccose da team\u201d che vanno  nella direzione di garantire il benessere dello stesso per essere poi  pi\u00f9 efficiente ed efficace in una dinamica aziendale che mette poi in  relazione diversi gruppi di lavoro.<br><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\nEpisodio 3. Uniti si cresce, da soli si perde forza.<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fase conclusiva del ritorno dal ponte tibetano \u00e8 stato quello di  rilassarsi con una serie di esercizi Yoga proposti da Roberta che vanno  nella direzione di \u201ccontrollare\u201d la respirazione e recuperare un  equilibrio interiore oltre che un maggior equilibrio tra un gruppo di  persone. Dopo una serie di scricchiolii di ossa e giunture non pi\u00f9  abituate ad un certo tipo di movimenti ecco che si inizia a percepire  stabilit\u00e0 perch\u00e9 ognuno di noi ricostruisce il suo contatto con quanto  ci circonda. Poi si \u00e8 passati ad un esercizio definito del \u201cguerriero e  dell\u2019albero statico\u201d che mette alla prova l\u2019unit\u00e0 e la stabilit\u00e0, dove  ci si \u00e8 uniti tenendo le braccia sulle spalle del collega vicino per  mettere alla prova l\u2019importanza dell\u2019unit\u00e0 e della stabilit\u00e0 di un team.<br> Uniti a sorreggere il vicino ci si rafforza anche se l\u2019esercizio  proponeva di stare in equilibrio su una gamba. La forza dell\u2019unione \u00e8  evidente perch\u00e9 \u201csorreggersi\u201d l\u2019un l\u2019altro porta ad una maggiore  stabilit\u00e0. \u00c8 quanto ci si auspica in un team dove ognuno supporta  l\u2019altro per un obiettivo comune.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Episodio 4. Momento conviviale e riunione produttiva.<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco che a conclusione di una serie di attivit\u00e0 ci si ritrova in modo  pi\u00f9 sereno e spensierato a condividere una tavolata che porta, tra il  serio e il faceto (persino quello di organizzare un \u201carzillibus\u201d per  colleghi \u201cprovati\u201d dallo sforzo della camminata), a parlare di quanto  vissuto, a discutere sul prossimo futuro in azienda. Discorsi senza  essere imbrigliati da \u201cuna trattanda\u201d, ma semplicemente esprimendosi con  creativit\u00e0 e proattivit\u00e0.<br>Con questo spirito (e stanchezza aggiungerei!) si \u00e8 giunti ad affrontare  durante la riunione importanti aspetti sui progetti aperti, sulle  novit\u00e0 in arrivo in Labor o sul lavoro di sperimentazione dei nostri colleghi di Chiasso, su altre modalit\u00e0 di accompagnamento degli  utenti che passano nei nostri spazi. Una modalit\u00e0 diversa di gestire una  riunione dove tutti, sentendosi pi\u00f9 rilassati e motivati, hanno fatto  emergere interessanti spunti di riflessione e di discussione sul tema  dell\u2019accompagnamento e del supporto agli utenti nella loro ricerca  impiego. <\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\nEpilogo. La giornata volge al temine, \u00e8 tempo di riflessioni.<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A conclusione della giornata, ognuno \u00e8 rientrato a casa, ma ho avuto la  sensazione di vedere negli occhi dei collaboratori una luce diversa, un  atteggiamento diverso dopo aver condiviso un\u2019esperienza in comune  nell\u2019ottica di rinsaldare e creare un vero \u201cspirito di squadra\u201d, di  stima e fiducia reciproca. Ognuno, evidentemente, con le sue  peculiarit\u00e0, punti forti e deboli. \u00c8 emersa una <strong>crescita dell\u2019aspetto performante in un team<\/strong>:  momento in cui si vede e si percepisce il team pronto a lavorare in  futuro in un\u2019atmosfera aperta e fiduciosa, dove ha meno peso la  gerarchia e pi\u00f9 importanza la flessibilit\u00e0 all\u2019interno del gruppo.<br>Un\u2019esperienza da condividere e da rivivere sotto ogni punto di vista e aspetto nella <strong>logica di una strategia aziendale verso il benessere dei propri collaboratori<\/strong> per dare risalto e maggior senso di appartenenza all\u2019azienda per cui si opera.<br>Ritengo sia stato un buon esempio di <em>\u201clavoro di squadra\u201d<\/em> che ha  visto tutti i componenti partecipi e coesi e che ritorna utile  all\u2019interno di un\u2019azienda nell\u2019ottica del suo consolidamento che passa  da un cambiamento positivo, che auto-apprende e cresce.<br>Una spinta che (in questo caso) viene dal basso, un <strong>cambiamento<\/strong> che se curato va nella direzione del gruppo che <strong>diviene leva strategica per la crescita aziendale<\/strong>  poich\u00e9 vede il gruppo di collaboratori con atteggiamento positivo,  proattivo e fiducioso nei confronti della leadership e del management.  Allora ha senso, come diceva <strong>Albert Einstein<\/strong>, che \u201c<em>abbiamo bisogno di nuove riflessioni per affrontare i problemi creati dai vecchi modi di pensare<\/em>\u201d.<br><br>Per questo ben vengano momenti come quello vissuto ed altri ancora di <strong>team-building<\/strong> di questa portata o di pi\u00f9 ampia dimensione che inducono a <strong>cambiare il paradigma della conduzione<\/strong> verso una forma sociale legata alla maggior relazione del singolo e tra i singoli individui all\u2019interno dell\u2019azienda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><strong>Paolo Vendola &#8211; Team Leader TRIS<\/strong> (Labor Transfer &#8211; Camorino)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Episodio 1. Il sentiero e il senso dell\u2019accompagnamento e supporto. 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